Banksy

La Mostra di Genova “Il secondo principio di Banksy”

la locandina della mostra

(Sottoporticato Palazzo Ducale fino al 29 Marzo 2020) è l’occasione per parlare di questo artista tanto discusso quanto misterioso.

Ecco la sua biografia per punti essenziali:

1992
Primi graffiti di Bansky appaiono nei muri di Bristol. Sono realizzati sia a mano libera che a stencil

1998
Collabora con il writer di Bristol Inkie nell’organizzazione del festival Wall On Fire nell’area del porto. La manifestazione è tuttora ricordata come la in importante convention britannica  di writer 

1999

Spray DJ – 1998-1999


Banksy si unisce ai writers Inkie e Mode2 per dipingere un murales noto con il nome di “Take the money and run” su un muro di fronte all’ingresso del pub Old England a Bristol (ancora visibile).
A Stokes Croft dipinge l’opera a cui si fa riferimento per datare l’inizio della sua attività come street artist: Mild Mild West

2000
Organizza la sua prima mostra al ristornante Severnshed. Espone opere realizzate a mano libera in acrilico e con stencil a spray. Vende tutti i lavori ad esclusione di tre; i prezzi variano dalle 89 alle 1000 sterline
Collabora con l’artista Paul Insect per la copertina del disco Do Community Service del gruppo trip hop Monk & Canatella. 
Infine espone presso un negozio di abbigliamento: Alterior in Park Street dove in due giorni vende tutte le opere esposte a prezzi tra le 150 e le 900 sterline

2002
Espone le sue opere a Los Angeles alla 33 1/3 Books & Gallery. La mostra si intitola Existencilism: new work by Barksy. 
Nello stesso anno partecipa ad altre due mostre a Londra: Automatic e Banksy Street Show: Hostility and the Jubilee. 
Dopo aver esposto ad Osaka torna a Londra per una mostra dedicata alla Palestina dal titolo Santa’s Ghetto

2003

Family Target – 2003

Apre quella che lui stesso considera la sua prima vera mostra a Londra: Turf War organizzata clandestinamente in un magazzino di kingsland road nell’East End.  Inaugurata il 18 luglio sarebbe dovuta rimanere aperta 1 settimana ma la polizia la chiude due giorni dopo l’apertura. Erano presenti maiali vivi e una mucca sulla quale era dipinto il ritratto di Andy Warhol a stencil su fondo rosso. 
Nello stesso anno inizia la pratica performativa con cui si autoespone nei più grandi musei del mondo. Entra alla Tate Britain ed incolla su una parete un suo dipinto: una tipica veduta di campagna inglese ottocentesca su cui ha dipinto a stencil il nastro segnaletico della polizia

2004
Libera a Piccadilly Circus un fantoccio raffigurante un bambino legato ad un pallone gonfiato con sopra il logo Mc Donald. 
Nello stesso anno fa una nuova escursione in un museo (storia naturale di londra) dove colloca una teca con un topo imbalsamato all’interno. Il topo indossa zainetto, occhiali da sole e una grossa catena al collo, ha con se una torcia e una bomboletta spray. 
Infine stampa 1 milione di sterline in banconote da 10 dove sostituisce il ritratto della regina con quello di lady D

Pokemon – 2005

2005
È l’anno dei Musei: prima il Moma di New York dove colloca un suo dipinto; successivamente al British Museum dove incolla una sua opera su un muro con tanto di didascalia identica a quelle del museo. 
Si reca poi in Palestina dove dipinge sul muro di separazione con Israele. 
Tornato a Londra inaugura la mostra Crude Oils. 
Infine accede clandestinamente allo zoo di Londra ove colloca due cartelli: uno nel recinto dei pinguini e l’altro in quello degli elefanti

2006
Colloca una tipica cabina telefonica inglese riversa su un lato e colpita da un piccone: rappresentazione del sentimento diffuso in quel periodo nei confronti della Telecom Britannica colpevole di aver sostituto le storiche cabine con una versione rinnovata.
A Disneyland piazza una bambola gonfiabile vestita da prigioniero di Guantanamo: la sorveglianza lo manca per pochissimo.

2007
La casa d’Aste Bonhams batte l’opera Space Girls and Bird alla cifra record per Banksy di 288.000 sterline.
Vince come miglior artista inglese vivente il prestigioso premio Art’s Greatest Living Briton 
Sue opere vengono presentate nella prestigiosa ed esclusiva Evening Sale di Sotheby’s

2008
È l’anno del Cans Festival. Banksy invita i migliori stencilist del mondo per dipingere i tunnel di Leake Street. Nonostante la sede del festival sia segreta alla sua apertura oltre 20.000 persone sono in fila per entrare. 
A New York organizza una mostra dal titolo The Village Pet Store and Charcoal Grill all’interno di un negozio di animali. Sono esposti, tra gli altri, dei nuggets di pollo con le zampetto da pulcino con la loro chioccia, bastoncini di pesce in un acquario e hot dogs che fanno capolino da alcune rocce.

2009
È l’anno della prima e finora ultima mostra ufficiale in un museo: lo ospita la sua città natale al Bristol Museum. 
La direttrice ha dovuto chiudere e mandare in vacanza il personale per un mese senza rivelare il progetto.
La mostra si intitola Banksy vs Bristol Museum e ha contato oltre 300.000 visitatori. 

2010
Il film di Banksy Exit Through The Gift Shop viene proiettato al Sundance Film Festival. La pellicola narra la storia di uno sgangherato regista che sta realizzando un documentario sulla street art ed. Ossessionato da Banksy. Quando l’artista lo contatta i due si incontrano ma sarà Banksy a prendere in mano la camera e girerà un film sul regista, trasformandolo in un artista di successo. L’uomo è Thierry Guetta ed è tuttora un artista quotato con lo pseudonimo di Mr Brainwash. Il film viene candidato all’Oscar ma Banksy non si presenta. 

2013
Si autoinvita nella Grande Mela dove annuncia che realizzerà un’opera al giorno per un mese. 
Il mese è quello di ottobre. Nella città si crea grande fermento: il sindaco Bloomberg dichiara che Banksy è un vandalo e non un artista. Il dipartimento di Polizia avvia un’indagine per rintracciarlo ma senza successo.

2015
Dal 21 agosto al 27 settembre apre Dismaland. Preparato, come sempre, in segreto il progetto consiste in una mostra collettiva ove oltre ad esporre è anche curatore ed invita 60 artisti. 
Il parco viene definito da Banksy come “un parco a tema familiare non adatto ai bambini”. 
Quando il parco viene smontato Banksy usa il materiale di risulta per costruire un villaggio non autorizzato per rifugiati a Calais in Francia. 

2017
L’11 marzo annuncia l’inaugurazione del Walled Off Hotel a Betlemme. Si tratta di una piccola pensione affacciata davanti al muro di separazione tra Israele e i territori Palestinesi. Lo slogan per pubblicizzare l’iniziativa creato dallo stesso Banksy parla de “la peggiore vista del mondo”!
Al suo interno opere dello stesso Banksy e di altri artisti con stanze a tema e uno shop per comprare materiale da street art.

2018
Sotheby’s, 5 ottobre, l’ultima opera all’asta è una celebre Girl with Balloon che raggiunge la cifra di 1.04 milioni di sterline. Nel momento in cui il battitore segna l’ultimo colpo di martello per assegnare la vendita il suono di un bip risuona nella sala e un meccanismo tritadocumenti nascosto all’interno della cornice si mette in moto riducendo l’opera in striscioline. La scena viene ripresa dai media di tutto il mondo e il gesto aggiunge un nuovo argomento al dibattito sul rapporto tra arte e mercato! 

Mostra Futurismo

Il 20 febbraio 1909 Filippo Tommaso Marinetti pubblica su Le Figaro il primo Manifesto Futurista: sancendo, di fatto, la nascita ufficiale del movimento! Un mezzo, quello della pubblicazione su un quotidiano diffusissimo come quello francese, mai utilizzato prima di allora per comunicare la Cultura. Lo stesso Marinetti affermava: “gli articoli, le poesie e le polemiche non bastano più. Bisogna assolutamente cambiare metodo, scendere in strada, prendere d’assalto i teatri e introdurre il pugno nella lotta artistica”. Ecco allora che il manifesto viene stampato in migliaia di copie, viene declamato nelle serate futuriste e pubblicato su organi di informazione non specialistici al fine di raggiungere un pubblico più eterogeneo e vasto possibile.

L’entrata di Palazzo Blu

La Mostra, vantante oltre 100 opere, si propone di provare come i più grandi esponenti del movimento seppero sempre rimanere fedeli alle riflessioni dei Manifesti.

Ho trovato doverosa, e perciò a me molto gradita, l’apertura dedicata al divisionismo: Gino Severini, Giacomo Balla, Luigi Russolo, Carlo Carrà e Umberto Boccioni, coloro cioè che firmarono i primi due Manifesti del futurismo in pittura del 1910, si erano formati tutti in questa cultura, tanto che arrivano a citare come Maestri solo i divisionisti Segantini e Previati; dichiarando inoltre nel Manifesto successivo che “non può esistere pittura senza divisionismo”.


Le sezioni in cui è articolata la Mostra sono 10:

1. (la già citata dedicata al divisionismo e intitolata) Prima del Futurismo

Luigi Russolo – Profumo (1910)

2. F. T. Marinetti, Fondazione e Manifesto del Futurismo, 1909

3. Boccioni, Balla, Carrà, Russolo, Severini Manifesto dei pittori futuristi, 11 febbraio 1910 – La pittura futurista. Manifesto tecnico 11 Aprile 1910

4. Umberto Boccioni, Manifesto tecnico della scultura futurista, 11 Aprile 1912

5. F. T. Marinetti: Manifesto tecnico della letteratura futurista, 11 Maggio 1912 – Supplemento al manifesto tecnico della letteratura futurista, 11 Agosto 1912 – L’immaginazione senza fili e le parole in libertà, 11 Maggio 1913 – Lo splendore geometrico e meccanico e la sensibilità numerica, 18 Marzo 1914

6. Antonio Sant’Elia, L’architettura futurista. Manifesto, 11 Luglio 1914

7. La guerra. Marinetti, Boccioni, Carrà, Russolo, Piatti, Sintesi futurista della guerra, 20 Settembre 1914

8. Un universo futurista. Balla Depero: Ricostruzione futurista dell’universo, 11 Marzo 1915

9. Futurismo meccanico. Prampolini, Pannaggi, Paladini, Arte meccanica. Manifesto futurista, 1922

10. L’aeropittura. Balla, Benedetta, Depero, Dottori, Prampolini, Somenzi. L’aeropittura. Manifesto futurista, Febbraio 1931

Rougena Zatkovà – Ritratto di F. T. Marinetti

La Mostra è strepitosa sia per chi conosce ed ama il Movimento Futurista che per tutti coloro che, pur sentendolo nominare, non si erano mai addentrati ad una conoscenza più approfondita. Un’occasione, più unica che rara, per ammirare in un sol colpo oltre 100 opere dei Maestri firmatari dei vari Manifesti che si sono succeduti. Una scelta, quella della rigorosa selezione, che se da un lato ha limitato il numero degli artisti esposti, dall’altro ha permesso di riunire solo ed esclusivamente veri capolavori che più di qualunque altro si attenessero ai Manifesti.

Tullio Crali – Prima che si apra il paracadute (1939)

Due sole eccezioni a questa scelta: una quasi al principio della Mostra e l’altra in conclusione. La prima di Rougena Zatkovà, con un ritratto di F. T. Marinetti e la seconda con il dipinto di Tullio Crali (Prima che si apra il paracadute, 1939).


Date della mostra:
11 ottobre 2019 – 9 febbraio 2020

Orari
Lunedì-Venerdì 10.00 – 19.00
Sabato-Domenica e festivi 10.00 – 20.00
(La biglietteria chiude un’ora prima della chiusura)

Biglietti
Audioguida inclusa
Intero: 12,00 Euro
Ridotto: 10,00 Euro (gruppi e convenzioni)
Gruppi Adulti (minimo 10 persone, massimo 25): 10,00 Euro
Giovani (dai 6 ai 17 anni): 6,00 Euro
Università di Pisa, Sant’Anna e Scuola Normale Superiore: 5,00 Euro (solo il giovedì)
Biglietto open: 16,00 Euro

Prevendita:
2,00 Euro Visitatori individuali, gruppi adulti
1,00 Euro gruppi scuole

A Rapallo un tesoro di A. M. Maragliano

Anton Maria Maragliano – San Sebastiano

ANTON MARIA MARAGLIANO
SAN SEBASTIANO
A Rapallo presso l’Oratorio della SS Trinità, detto “dei Bianchi”, si trova la scultura lignea di San Sebastiano commissionata dalla Confraternita il 31 Maggio 1700 allo scultore Anton Maria Maragliano (Genova 18 Settembre 1664 – ivi 7 Marzo 1739).
L’opera è stata esposta dal 19 Marzo al 31 Luglio 2018 presso il Metropolitan Museum di New York all’interno della Mostra “Like life: sculpture, color and the body (1300-now)”. Lo stesso Museo ha finanziato il completo restauro precedente all’esposizione.
Stupefacente la fisicità di questa scultura per la quale il Maragliano prese a modello la famosa statua di San Sebastiano scolpita nel marmo da Pierre Puget e conservata presso la Basilica dell’Assunta di Carignano a Genova.
Vale perciò la pena, se siete di passaggio da Rapallo, fare una visita a questo Oratorio che si trova in pieno centro storico, accanto al Comune.
L’ingresso è gratuito e l’opera è avvicinabile tanto che la potreste addirittura toccare (non fatelo, eh!).

Oratorio dei Bianchi

Mostra “Anni Venti in Italia: l’età dell’incertezza”

Una Mostra che ti entra nel cuore, sia per la qualità delle opere selezionate che per la tematica affrontata.

Le oltre 100 opere esposte: dipinti, disegni e sculture sono suddivise in 9 sezioni. Prologo, Preludio, Attese, L’uomo della folla, Le suggestioni dell’irrazionale, La reificazione dell’individuo, Evasioni, Identità e differenze, Il Deco in scena.

Artisti di altissimo livello quali De Chirico, Carrà, Casorati, Depero, Arturo Martini, Severini, Sironi, Prampolini, Wildt si alternano a nomi forse meno noti ma a me estremamente cari quali Domenico Guerello, Cornelio Geranzani e Sexto Canegallo (qui si vede tutta la mia passione per “i liguri!”)

La visita è anche un’occasione per una riflessione su quello che era l’Italia negli anni venti del 900 ed un confronto, ahimè inquietante, con quella attuale: così distante eppur così vicina a quella di un secolo fa in un momento storico, il nostro, altrettanto incerto ed inquieto.

Orari: da Martedì a Domenica, ore 10-19. Lunedì chiuso. La biglietteria chiude un’ora prima

Biglietti: intero 12 €, ridotto 10 € (attenzione: molte convenzioni per cui facilmente potrete entrare con il biglietto ridotto)

Audioguida: 2 €

Casa Museo Renoir

PIERRE AUGUSTE RENOIR
CASA MUSEO RENOIR

Indirizzo: 19 Chemin des Collettes, 06800 Cagnes-sur-Mer, Francia

Se siete anche minimamente appassionati di Arte e vi trovate a passare per la Costa Azzurra non potete non dedicare un paio d’ore alla visita della casa di Renoir a Cagne-sur-Mer.
Situata su una collinetta alle spalle di Cagne-sur-Mer dalle sue terrazze e dal suo bellissimo giardino con olivi secolari avrete una vista privilegiata sul mare e sul paesino medievale di Haut-de-Cagnes con il castello che domina l’intero borgo.
Renoir visse in questa casa dal 1908 fino alla morte, avvenuta il 3 dicembre 1919, a settantotto anni.
La Maison Renoir è stata completamente restaurata nel 2013. Al suo interno troverete al piano terreno la sezione dedicata alle sculture: quasi tutte realizzate grazie alla collaborazione con lo scultore di origine catalana Richard Guino e poi a Louis Morel, scultore originario dello stesso paese della moglie di Renoir.
Al primo e secondo piano sono conservate le opere pittoriche dello stesso Renoir e altri importanti artisti come Albert André; interessante vedere lo scarno arredamento, il bagno, la cucina e soprattutto l’atelier dove anche chi fosse dotato di poca fantasia non faticherà ad immaginare il Maestro intento a dipingere sulla sua sedia a rotelle e con il pennello legato alla mano a causa dell’artrite reumatoide che lo aveva colpito. Emozionante davvero!

Qualche info per la visita alla casa museo Renoir
BIGLIETTI: 6 € Intero
ORARI: Da giugno a settembre: ‪dalle 10 alle 13‬ e ‪dalle 14 alle 18‬. (Giardini aperti ‪dalle 10 alle 18‬).
Da ottobre a marzo: ‪dalle 10 alle 12‬ e ‪dalle 14 alle 17‬.
Aprile e maggio: ‪dalle 10 alle 12‬ e ‪dalle 14 alle 18‬.
Chiuso il ‪martedì e il 25/12‬, ‪01/01‬ e ‪01/05‬

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Il critico ignorante

Parlare, anzi chiacchierare, d’Arte tra amici! Così come si farebbe davanti ad un quadro ad una Mostra: internet ci consente di eliminare le distanze ed avvicinare persone con passioni simili alle nostre!

Gaetano Previati – Il bacio
In esposizione a Genova Palazzo Meridiana fino al 6 Gennaio 2020
Mostra “Passione Amore e Sentimento da Hayez a Cremona e Previati”

Perché ignorante? Perché non si finisce mai di imparare, di conoscere e, per quanto mi riguarda, di cambiare opinione!

Domenico Guerello – Calma argentea. Ritratto di Alma Fidora
In esposizione fino al 1 Marzo 2020 a Genova Palazzo Ducale
Mostra “Anni Venti in Italia, l’età dell’incertezza”

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